Dicono di lui


Paesaggio Di PrimaveraCiò che rende unico ZENONE è la sua capacità di essere giocoso, divertente e stravagante in dipinti che raggiungono e mantengono i più alti e rigorosi standard artistici. Questa sorta di semplicità richiede una forte tecnica.

FRED GLIENNA
Collezionista, USA


FratiNon è certamente un modo semplice e ingenuo di vedere e di raffigurare la realtà facendole assumere connotati onirico-fiabeschi, ma è una vera e propria filosofia di vita quella che ZENONE dispensa attraverso le sue opere.
La sincerità d’ispirazione proveniente dai luoghi a lui cari, densi di storia naturale ed umana, lo porta a dipanare con spontanea verità il filo della memoria, annodando passato e presente con una facilità estrosa e brillante, capace di annullare la dimensione spazio-temporale, come avviene nel sogno. Al risultato – frutto peraltro di diligente studio e cognizione – appare del tutto inadeguato l’accostamento di scontati aggettivi che vanno dal gradevole al poetico, a cui il genere “naïf” è bene o male abituato.
Nei lavori di ZENONE c’è molto, molto di più. Egli sa raggiungere il cuore delle cose, sa cogliere la loro essenza più profonda, disvelandola a noi attraverso immagini immediatamente leggibili, descritte con misurata accuratezza e con un senso di radiosa gratitudine nei confronti della vita, della sacralità del creato.
L’armonia del quotidiano scandita dal susseguirsi delle stagioni, scorre nella pienezza delle attività umane, nella saggezza di gesti antichi, nel loro ripetersi rituale e nel loro rinnovarsi alla luce dei sentimenti. In un’atmosfera limpida e respirante di serenità si muovono con naturalezza personaggi realmente esistenti, mentre il paesaggio è quello suggestivo e magico del Casentino, con le sue abbazie, le pievi, i poderi, le solenni architetture medievali, dove l’artista indugia sapientemente e dalle quali sconfina volentieri, portandoci fino a Notre Dame di Parigi.
Infatti, la precisione narrativa e l’acuta attenzione ai particolari si accompagnano sempre ad un’estrema perizia tecnica nella resa dei valori architettonici, prospettici e luministici, indice di una chiarezza mentale che è intenso riverbero interiore.
La pittura di ZENONE è un grande racconto popolare dai toni gioiosi e commossi, un libro aperto che ci insegna e ci fa riflettere.

GABRIELA GENTILINI
Storica d’arte, Firenze


Primavera al SantuarioQuando conobbi il pittore aretino Emilio Giunchi fui incuriosito dal suo pseudonimo ZENONE, perché l’aveva scelto? I miei ricordi liceali mi riconducevano al filosofo greco che aveva fondato la setta degli stoici. Poi seppi che il nome era quello del Santo celebrato il giorno del suo primo dipinto.
Il nostro pittore cominciò a dipingere negli anni ’70 e nel decennio successivo cominciò a mostrare i suoi quadri. Fu subito inserito tra i più interessanti pittori “naïf” italiani che in quell’epoca erano molto apprezzati. Dunque “naïf” parola francese che significa: candido, schietto, naturale e primitivo, dichiaratamente autodidatta; chiamati anche pittori dell’istinto, maestri popolari della realtà, estranei agli stili e alla storia. Era un’arte innata, originale, infatti non va confusa con l’arte popolare né col folklore e meno che mai classificata arte infantile, ma fu ripresa anche da artisti famosi, dai simbolisti fino a Gaugain come modello alternativo a quello europeo. Si può dire che la pittura “naïf” cominciò in Francia con Henry Rousseau che di mestiere faceva l’impiegato del dazio da qui il nomignolo “Il Doganiere” che però non fu né incolto né ingenuo perché osservò bene i movimenti dell’epoca, fece copie di quadri al Louvre ed ebbe molti estimatori fra cui Gaugain, Braque, Apollinaire e Picasso, nonché i “Simbolisti” tutti erano affascinati dalla sua figurazione primitiva ed esotica. La pittura “naïf” si diffuse poi in tutta Europa ma specialmente nei paesi Slavi con molti artisti.
Ma veniamo al nostro ZENONE: egli si inserì presto nella folta schiera dei “naïf” italiani con una pittura pulita che mostrava un idillio naturalistico, una semplificazione degli elementi architettonici sia rurali che cittadini, una festosità dei colori, un gusto primitivo del racconto della vita e della gente con dei risultati molto alti e convincenti.

COSTANTE COSTANTINI
Pittore Italiano, Florence


Raccolta OlliveDi fronte ad una realtà caotica o comunque troppo difficile da prendere sul serio, si fa strada il tentativo di ZENONE di proporre come paradosso alternativo il gusto del candore della vita, rappresentata in scenari spaziali fatti di gesti semplici e sapientemente controllati fin nei minimi dettagli. In ogni quadro traspare con forza una sentita ricerca di verità alternativa, trasfigurata in una costante commistione di sogno e realtà, attraverso l’impiego di un registro ora mistico e riflessivo ora giocoso e divertito, comunque immerso nei silenzi di chi sa ascoltare la serenità della vita. Questa ricerca di un possibile accordo tra mondo interiore e mondo della natura intende anche comunicare, in un classicismo romantico senza orpelli e ornamenti, la bellezza del creato osservata con lo stupore di chi, piegando la disciplina della forma al rigore del suo pensiero, supera ogni legame con la più convenzionale composizione “naïf”. Così concettualità e tecnica si temperano e si fondono con l’intonazione poetica visiva della favola, creata come figurazione ideale e astrazione del reale. La scena allora si anima di numerosi fraticelli assorti su un paesaggio di alberi spogli e innevati, che ben riflettono il soffuso dispiegarsi di una luce divina, incline a favorire improvvise rivelazioni. Altrove, si notano frati che, assecondando il cantico delle creature, giocano divertiti su prati smaltati di verde, come a correlarsi con l’armonia del mondo.
La celebrazione delle nozze, gli sposi e gli invitati, la corsa dei bambini, le braccia sollevate in un grido di gioia, un incontro tra amici, le composizioni floreali, i paesaggi campestri scanditi da olivi e cipressi, le case leopoldine, costituiscono, in un silenzio pieno di voci calate su magistrali profondità spazio-temporali, un modo originale per raccontare la vita con i colori e l’incantesimo del sogno.

CARLO STARNAZZI
Amico di Zenone, Arezzo

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